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La sciatteria di AMA sulle mascherine: un brutto film già visto

Di seguiro la nota inviata stamane ad AMA sulla Cds 51.

Scarica il volantino sull’uso delle mascherine in Pdf

Scarica la nota in formato Pdf
e in formato JPG

Scarica la Cds 51

Per saperne di più sulle regole da mantenere per tutelarti

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Roma 07.04.2020

Alla C. a. dell’Amministrato Unico di AMA Spa
del Responsabile Risorse Umane
e del Datore di Lavoro

Oggetto: chiarimenti sull’uso delle mascherine, mancata consultazione degli Rlssa.

In merito ai contenuti della Cds 51 si rammenta – come per altro già fatto in sede di coordinamento il 4 aprile, quando chiedemmo di dare disposizioni e prevedere procedure per l’utilizzo delle mascherine chirurgiche, già consegnate nelle unità produttive dal 2 aprile – che le modifiche al Documento di Valutazione dei rischi, anche se contenute in Cds, vanno apportate dopo aver consultato gli Rlssa.

Desta sconcerto che – dopo aver consegnato le suddette mascherine gettando l’azienda per l’ennesima volta nel caos – non siate stati in grado di convocare una videoconferenza per adempiere a un obbligo di legge, mentre sono trascorsi 4 giorni di anarchia. Gli Rlssa hanno ricevuto per e-mail, alle 19:22 di ieri, le sole bozze degli allegati 1 e 2, poi inseriti nella Cds inviata alle 22:53.

Continuate colpevolmente nel solco dell’arroganza e dell’autosufficienza, ma in barba alle norme, al buonsenso, e dopo aver creato in azienda un clima di scoramento e aver ingenerato nelle persone in carne e ossa grande senso di abbandono.

Attendiamo che siano gli Rlssa, nell’adempimento del proprio ruolo previsto dalle norme, a commentare la Cds e a decidere se inviare o meno la propria valutazione alle autorità sanitarie e ai soggetti competenti.

Nel frattempo si chiede copia della valutazione dell’Rspp e del Medico Competente che ha portato alle procedure previste dalla Cds 51, con particolare riferimento alla consegna da parte dei preposti, al loro ruolo di valutazione sull’eventuale saturazione dei filtri (resta l’interrogativo sulle disposizioni date, che non ci risultano, e quindi sull’arbitrarietà che espone i preposti a valutazioni che non competono loro o peggio ancora a valutazioni dettate dalla disponibilità di Dpi e non dalla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori) e alla possibilità di utilizzare le mascherine chirurgiche per l’igienizzazione dei mezzi.

Speriamo che almeno – dopo la spiacevole vicenda delle docce chiuse per una decisione arbitraria del management, priva di fondamenti scientifici, e solo in un secondo momento e molto tardivamente supportata da un esile quanto inconsistente parere medico-scientifico – almeno in questo caso si sia proceduto con un minimo di logica e a tutela della salute degli operai.

Restiamo in attesa di un urgente riscontro.

Per le segreterie di Roma e Lazio
Alessandro Russo
, Fp Cgil  – Luigi Benedetti, Fit Cisl – Massimo Cicco, Fiadel