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NAVETTE, WELFARE, LAVORO AGILE e VALUTAZIONE: NON CI SIAMO

Mercoledì scorso, nell’incontro con il Direttore Regionale, non siamo rimasti soddisfatti dalle risposte ricevute sui problemi trattati, centrali per i lavoratori ma che l’Amministrazione continua a non risolvere. Aggiungiamo, a quanto già condiviso nel comunicato unitario successivo alla riunione, alcune informazioni e considerazioni sull’atteggiamento dell’Amministrazione che meritano di essere sottolineate e conosciute da colleghe e colleghi.

NAVETTE

Forse già da agosto potrebbe essere ripristinata la navetta in uscita per l’UT di Roma2, ma la soluzione è assolutamente insufficiente, soprattutto perché – come il gioco delle tre carte – al ripristino corrisponde la riduzione di una corsa per Dp3, Dr e Upt.

Il nostro datore di lavoro sta riducendo benefici che avevamo ottenuto e considera consolidata la riduzione, sostenendo che l’Amministrazione non ha obblighi di tal genere. 

Questo è un atteggiamento improduttivo, lo incontriamo anche su altri argomenti, misura le capacità manageriali della nostra dirigenza ed è uno dei motivi  che impedisce un pieno sviluppo di questa Amministrazione. 

A noi sembra che vengano notevolmente sottovalutate le innegabili difficoltà che molti colleghi stanno incontrando e l’atteggiamento quasi ironico mostrato sulla raccolta firme che abbiamo presentato, fatta da colleghe e colleghi, ne è una conferma.

Perché non provvede la Dr a fare una rilevazione, avendone tutti i mezzi (e l’interesse?)?

Perché la Dr non chiede risorse per un miglior welfare e nelle more della scadenza contrattuale con il concessionario non mette a disposizione una piattaforma, per far incontrare più facilmente domanda e offerta di passaggi in auto tra colleghi?

Perché la Dr non si serve dell’intervento del mobility manager che, nelle intenzioni, doveva avere lo scopo di elaborare piani strategici operativi per gli spostamenti casa lavoro ma che per ora non ci sembra sortisca l’effetto sperato?

L’Amministrazione è sempre troppo rapida nel chiedere maggiori sforzi e maggiori disponibilità, ma lenta e troppo spesso incapace di offrire un miglior benessere lavorativo. 

VALUTAZIONE

L’Amministrazione regionale non si preoccupa abbastanza di sviluppare una cultura della Valutazione tra i veri protagonisti della procedura, cioè i valutati. 

Lo abbiamo detto esplicitamente e chiesto spiegazioni, che il DR però non ha fornito.

Perché non si impegna a coinvolgere meglio i lavoratori nel processo valutativo? Deve essere un mero adempimento quello della valutazione?

Abbiamo avuto tutti la sensazione che Valutatori e Facilitatori si siano preoccupati più di rispettare una sorta di previsione statistica sulla distribuzione dei risultati che di analizzare e valorizzare l’immane lavoro che i colleghi in questo ultimo anno si sono trovati a fronteggiare e che in quello in corso stanno affrontando.

Noi vogliamo che il personale venga informato, formato e aggiornato sui passaggi procedurali del sistema in modo che possa contribuire al miglioramento della prestazione e non subire l’elaborazione della propria valutazione. Siamo in procinto di uscire dalla fase sperimentale del sistema VALE e di conseguenza le valutazioni, oltre ad incidere – come già fanno – in modo significativo sulla soddisfazione del personale (che vede sminuiti i propri sforzi in ragione di una interpretazione dei giudizi restrittiva propria solo della regione Lazio), comincerà a pesare in modo sostanziale dal lato economico.

La Dr ritiene, forse, che la formazione fatta a valutatori e facilitatori sia sufficiente ma o non conosce il modo – sbagliato – in cui viene seguita la procedura o lo condivide voltandosi dall’altra parte. 

LAVORO AGILE

Quello visto sul VALE è un approccio simile a quello praticato a fine gennaio quando vennero sottoscritti gli accordi di lavoro agile. 

Macroscopiche distorsioni della procedura, esercizio di educata prepotenza verso colleghi che (udite! udite!) chiedevano solo di poter compilare liberamente la propria istanza, senza pressioni. 

E’ questo il senso del rispetto delle regole che vuole trasmettere la dirigenza? Complimenti!

Tra non molto ci sarà una nuova tornata di rinnovo dei contratti di lavoro agile e riteniamo inaccettabile l’atteggiamento avuto in passato e vogliamo che cessi insieme ad una ancor diffusa e anacronistica visione del rapporto di lavoro. 

Vogliamo che la dirigenza si assuma la responsabilità di decidere e motivare eventuali dinieghi o il ridimensionamento delle istanze presentate e la smetta di fare pressioni, in modo particolare su coloro che per indole o per necessità familiari non si sarebbero opposti.

FERIE COLLEGHI NEO ASSUNTI

Facciamo lo stesso richiamo alla responsabilità sul tema delle ferie dei nuovi colleghi. Qualcuno forse crede che la soluzione migliore sia scoraggiare verbalmente l’esercizio di una legittima richiesta, l’esercizio di un diritto: questo si chiama bullismo e si commenta da solo.  

Lo stesso Direttore Regionale ha confermato che le ferie possono essere chieste e il Dirigente deve esercitare responsabilmente il proprio ruolo.

Ma diciamo di più, non consentire ai nuovi colleghi di andare in ferie (anche anticipate) nel periodo in cui mancano i tutor, i formatori, molti colleghi, con gli studi professionali chiusi è una scelta addirittura controproducente per il buon andamento dell’ufficio. 

Invece a fine anno, quando queste ferie saranno matematicamente maturate, le attività saranno nel pieno delle scadenze e il contributo dei nuovi funzionari debitamente guidati e istruiti potrebbe fare la differenza.

Che faranno i Direttori a dicembre? Chiederanno il rinvio delle ferie per motivi di servizio, data la scadenza degli obiettivi?

CONDIZIONI DEGLI UFFICI

La situazione in diversi uffici è imbarazzante, da ultimo tra tutti l’UT di Roma 3 (come dimostrato dalle nostre immagini mostrate durante la riunione) che ancora in corso di incontro non era stato liberato dagli ingombri. 

Siamo rimasti sbalorditi  nell’apprendere che non solo la DR non ha mai ricevuto richieste di intervento da parte degli uffici ma neanche alcuna segnalazione circa il mobilio (in particolare le poltrone) fatiscente e/o carente. 

Un altro mistero da sciogliere è quello della competenza per il ripristino dei break point recentemente rimossi in molte sedi, sebbene il contratto – dicono – sia stato stipulato a livello nazionale. Troviamo alquanto difficile da credere che il gestore possa decidere di propria iniziativa la rimozione o l’eventuale ripristino di punti ristoro senza che in alcun modo la Direzione Regionale o gli Uffici interessati possano intervenire in casi come quello attuale di vera e propria emergenza. Ma se così fosse è necessario che ci si adoperi per risolvere il problema dell’approvvigionamento per quegli uffici situati in zone isolate, per precisa scelta dell’Amministrazione, che non deve essere scontata dal personale.

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Torneremo presto al tavolo per vedere se tutte le cose segnalate sono state quantomeno affrontate se non risolte, attendiamo a breve un calendario di incontri dalla parte datoriale e vi continueremo a tenere aggiornati.